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Paragrafo 3 . La svolta conservatrice  della monarchia di luglio.

     
Dopo  il  varo  della  nuova  Costituzione,  ulteriori  trasformazioni
politiche parvero rendersi possibili; a capo del governo and  infatti
il   banchiere   Laffitte,  esponente  del  cosiddetto  "partito   del
movimento". Liberal-democratico, favorevole all'estensione del diritto
di  voto,  egli  si  mostr  disponibile a  sostenere  le  rivoluzioni
liberali  in Europa; proclam infatti il principio del non intervento,
in  base  al  quale  ogni stato europeo avrebbe  dovuto  astenersi  da
ingerenze  negli affari interni di un altro, in contrapposizione  alla
politica dell'intervento adottata dalla Santa alleanza. Nel marzo  del
1831,  per,  al Laffitte successe Casimir Prier, rappresentante  del
"partito  della resistenza", contrario a qualsiasi mutamento in  senso
progressista,  che  avvi  una politica decisamente  conservatrice,  a
sostegno degli interessi della ricca borghesia. Il principio  del  non
intervento  fu  interpretato  in  senso  restrittivo,  come   assoluta
neutralit.
     La  svolta  conservatrice fu osteggiata da una larga  opposizione
composta   da   un  complesso  schieramento  di  forze  politiche:   i
legittimisti,   cio  gli  aristocratici  filoborbonici,   che   erano
sostenuti  dalla  popolazione  rurale  e  da  gran  parte  del  clero,
contrario  alla  politica  laicista attuata  in  campo  scolastico;  i
bonapartisti,  che,  dopo  la  morte del figlio  di  Napoleone  primo,
riconoscevano  come  loro  capo  Luigi  Napoleone,  figlio  di   Luigi
Bonaparte  ex  re d'Olanda; i repubblicani, che erano  in  gran  parte
esponenti  della  piccola  e media borghesia cittadina,  intellettuali
democratici,  artigiani, studenti universitari  ed  anche  operai;  le
associazioni  operaie  e i sostenitori delle teorie  socialiste  (vedi
capitolo  Quindici,  paragrafi  7 e 8),  che  si  stavano  diffondendo
proprio in quegli anni.
     Le   numerose   iniziative  promosse  dalle  forze  d'opposizione
(scioperi  operai  a  Lione e a Parigi tra  il  1831  e  il  1834;  un
tentativo insurrezionale legittimista nel 1832; un attentato al re nel
1835; una rivolta repubblicana e
     
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     socialista  nel 1839) furono duramente represse e non  riuscirono
ad  attenuare la politica conservatrice; questa anzi venne  accentuata
nel  corso degli anni Quaranta dai governi guidati da Franois Guizot.
Contemporaneamente, in politica estera, fu intensificata  l'espansione
coloniale  e  venne  attuato un progressivo distacco dall'Inghilterra,
accompagnato  da  un  avvicinamento all'Austria e alle  altre  potenze
conservatrici.
